La sterilizzazione

La cagna

Raggiunta la maturità sessuale la cagna in condizioni normali presenta ciclicamente la comparsa del calore. Le manifestazioni più evidenti di questo evento sono rappresentate da perdite ematiche vulvari più o meno copiose e dal continuo avvicinarsi dei maschi attratti dai segnali ormonali.

Questo periodo è suddiviso in una fase denominata Proestro, caratterizzata dagli eventi sopradescritti, ma da assenza di recettività sessuale, e della durata di 1 o 2 settimane, con una media di 9 giorni. La fase successiva, denominata Estro, è rappresentata dalla graduale diminuzione delle perdite fino a totale scomparsa e piena recettività verso i maschi; la durata è di 1-3 settimane con massima recettività intorno al 9° giorno; è tuttavia assai difficile, se non tramite specifici esami di laboratorio, individuare il momento esatto dell’ovulazione, ovvero quello ideale per il concepimento; pertanto risulta assai complicato sia stabilire la data migliore per effettuare un accoppiamento produttivo, sia evitare “incidenti” indesiderati. All’ Estro fa seguito un periodo di Metaestro, della durata di circa 2 mesi, nella quale persistono alti livelli di ormoni della gravidanza, anche in assenza dell’accoppiamento, e ai quali sono imputabili quelle alterazioni fisiche e comportamentali che in alcuni casi raggiungono un grado parafisiologico definito “Pseudogravidanza Manifesta” o “Falsa gravidanza” o “Gravidanza Isterica”.

La comparsa periodica del calore può provocare difficoltà, sia di carattere igienico, sia nella gestione del proprio animale, magari in luoghi frequentati da altri cani. Oltre a ciò, però, si presentano anche problemi di carattere medico, legati alla continua e ripetuta stimolazione ormonale su tutto l’apparato riproduttivo.

La gatta

La gatta raggiunge la maturità sessuale intorno al 6°-7° mese di vita, con un intervallo che però è compreso tra i 4 ai 18 mesi di vita. Generalmente, una volta matura, la gatta mostra ripetuti cicli estrali in primavera, estate e in autunno, ogni 2-3 settimane. E’ stato visto però che le gatte che vivono sempre in casa spesso presentano i calori anche durante l’inverno. Durante il calore, la gatta si strofina ad oggetti e persone, si rotola e spesso vocalizza costantemente con urla e grida di richiamo. Se si accarezza, soprattutto lungo la schiena, la gatta assume la posizione dell’accoppiamento: arti anteriori flessi, arti posteriori estesi e coda spostata lateralmente. A differenza di quanto avviene nella cagna, non sono presenti perdite ematiche vulvari, mentre la vulva può apparire leggermente ingrossata.

Perchè sterilizzare?

Oltre a prevenire gravidanze indesiderate, bisogna considerare che l’utero va incontro ad alterazioni che favoriscono la comparsa di fenomeni infiammatori ed infettivi, che possono decorrere in maniera subdola e asintomatica fino al momento in cui la compromissione è tale da esplodere in maniera eclatante, portando spesso anche alla morte dell’animale. Anche se in bassa percentuale, possono comparire tumori dell’utero. Un’alta percentuale dei tumori mammari (nelle cagne più del 60 %), è dovuta a questa stessa stimolazione ormonale, quindi alla presenza dei calori, alla loro durata, al loro costante susseguirsi e al periodo post-partum. Circa il 35-50 % di queste neoplasie sono di natura maligna e con una elevata possibilità di metastatizzare. E’ importante sottolineare che la maggior parte dei farmaci utilizzati per sopprimere i calori, o per interrompere una gravidanza indesiderata, hanno come principi attivi gli stessi ormoni. Quindi con l’uso di questi farmaci si ha un ulteriore stimolazione ormonale, definita esogena, che si somma a quella fisiologica e per questo sono fortemente sconsigliati.

La Pseudogravidanza può trasformarsi in una situazione patologica nel momento in cui la cagna comincia a manifestare la tipica sintomatologia. L’alterazione più importante, dal punto di vista medico, è rappresentata da un aumento delle dimensioni delle ghiandole mammarie con produzione di latte dalle stesse. In alcune circostanze è necessario trattare la cagna, mediante la somministrazione di farmaci, per risolvere tale situazione. La pseudogravidanza inoltre gioca un ruolo molto importante nello sviluppo delle neoplasie mammarie; infatti nelle cagne che manifestano tale condizione in maniera costante e periodica, questi tumori si presentano più frequentemente e si sviluppano molto rapidamente.

Con la sterilizzazione molti dei problemi sopra citati possono essere risolti. Particolare attenzione deve essere posta alle neoplasie mammarie: infatti è stato visto che nelle cagne sterilizzate prima della comparsa del primo calore (intorno ai 6-8 mesi di vita) il rischio di sviluppare tumori mammari si riduce intorno allo 0,05%, mentre la percentuale di rischio aumenta all’8% dopo un solo ciclo estrale ed al 26% dopo il secondo estro

Come sterilizzare?

L’intervento di sterilizzazione può essere tecnicamente eseguito in diversi modi.

In passato è stata usata di frequente la legatura delle tube, con lo scopo di preservare l’istinto riproduttivo dell’animale, negando però la possibilità di una indesiderata gravidanza. Oggi questa tecnica è pressoché abbandonata perché comunque la presenza delle ovaie determina una continua e costante produzione e stimolazione ormonale.

Un’altra tecnica praticata routinariamente ancora oggi è l’ovariectomia, che consiste nell’ asportazione chirurgica delle sole ovaie. E’ dimostrato, però, che mantenendo in loco un utero non più funzionale, questo, in alcuni casi, può andare incontro a fenomeni infiammatori od infettivi anche a distanza di qualche anno dall’intervento.

Una ulteriore tecnica è l’ ovarioisterectomia, che consiste nell’asportazione chirurgica completa di tutto l’apparato riproduttore femminile, ovaie e utero, con lo scopo di evitare un ulteriore possibile intervento. Nella nostra struttura, questo è il tipo di intervento consigliato e viene effettuato in day-hospital, con la dimissione dell’animale dopo il suo completo risveglio. I punti di sutura della ferita chirurgica verranno rimossi a distanza di 10 giorni dall’intervento; durante tale periodo si dovrà solo evitare un’eccessiva attività fisica ed il leccamento della zona, eventualmente con l’ausilio di un collare elisabettiano.


Bibliografia

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